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Dipendenza da smartphone, la causa è la noia

I risultati di un recente studio gettano nuova luce sulle motivazioni che inducono a un uso compulsivo degli smartphone, un fenomeno che ormai interessa quasi sei italiani su dieci.

Quando la tecnologia ci rende dipendenti

La dipendenza da smartphone è un fenomeno in aumento nel nostro paese: secondo i dati dell’ultima indagine Agi-Censis sul rapporto fra gli italiani e la tecnologia per il 63% di noi lo smartphone è il primo pensiero al mattino e per il 77% è anche l’ultimo prima di addormentarsi. Il 34% degli intervistati ha ammesso di usare il telefonino anche a tavola e il 20% ha dichiarato di non riuscire a staccarsene nemmeno quando si trova alla guida.

Ma se il tempo passato con lo smartphone in mano è in costante aumento (del 20% annuo, secondo recenti stime), fra gli italiani sembra crescere di pari passo anche la consapevolezza dell’uso eccessivo che fanno del proprio telefonino. Sebbene solo il 27,7% degli intervistati da Agi abbia ammesso di considerarsi smartphone-dipendente, il 60,7% ha dichiarato di avere la sensazione di passare troppo tempo davanti allo schermo e di riflettere spesso sulle implicazioni di questa abitudine.  L’uso eccessivo e indiscriminato dello smartphone ha infatti ripercussioni importanti su tutti gli aspetti della vita: dal lavoro, dove la sola presenza dello smartphone sulla scrivania è in grado di azzerare la nostra produttività, alla vita sociale, in cui può finire per rappresentare una vera e propria barriera fra noi e gli altri.

Lo smartphone come arma per combattere la noia

Tirare fuori il telefonino per navigare su internet o controllare i social è ormai diventato un gesto così abituale che molti di noi non si rendono nemmeno conto di farlo, salvo accorgersi a posteriori di aver passato decine di minuti con gli occhi incollati al display. Ma cosa ci spinge a impugnare il telefonino così spesso e in maniera così automatica da somigliare a una vera e propria compulsione?

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington ha condotto uno studio proprio per cercare di capire quali siano le situazioni che più di altre favoriscono un utilizzo compulsivo dello smartphone. Il team ha sottoposto un campione di 39 soggetti di età compresa fra i 14 e i 64 anni a interviste approfondite allo scopo di individuare i trigger che inducono a usare lo smartphone in maniera inconsapevole. Dalle risposte dei partecipanti è emerso che esistono quattro scenari principali, comuni a tutti i gruppi d’età, che predispongono a episodi di uso compulsivo:

i momenti di inattività, ad esempio quando si sta aspettando l’arrivo di un amico o mentre ci si trova in fila al supermercato

l’esecuzione di compiti considerati noiosi o ripetitivi, dai quali si sente la necessità di distrarsi o estraniarsi

le situazioni che causano disagio sociale, come il trovarsi coinvolti in una conversazione che vogliamo evitare

l’attesa di un messaggio o di una chiamata di risposta a un nostro tentativo di comunicazione

I risultati dello studio evidenziano quindi come lo smartphone venga usato principalmente per combattere la noia, ma anche come strumento di auto-consolazione per arginare uno stato di ansia sociale o di disagio psicologico. Da questo punto di vista, l’uso compulsivo dello smartphone è del tutto assimilabile a quello di un ‘ciuccio’ per bambini, benché tecnologicamente più sofisticato: usiamo lo smartphone per calmarci e distrarci da ciò che troviamo spiacevole, che si tratti di una situazione imbarazzante o più semplicemente di un momento di noia.

 

L’importanza di annoiarsi

Nonostante la maggior parte di noi consideri la noia un’esperienza negativa da evitare a tutti i costi, recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che annoiarsi è tutt’altro che deleterio. Ad esempio, secondo i risultati di una serie di studi condotti presso l’università di Lancashire, la noia stimola la creatività e le capacità di problem-solving. In assenza di stimoli esterni che catturino la nostra attenzione, la mente è infatti libera di vagare e perdersi in fantasie e sogni a occhi aperti che spesso rappresentano il punto di partenza per la generazione di nuove idee o per trovare la giusta soluzione a un problema.

Inoltre, usare lo smartphone per sconfiggere la noia sembra avere l’effetto opposto: il flusso costante di novità provenienti da internet e dai social rischia infatti di intrappolarci in un circolo vizioso in cui abbiamo bisogno di volta in volta di un numero sempre maggiore di stimoli per non sentirci annoiati, mentre l’abitudine alla sovra-stimolazione ci rende progressivamente più propensi alla noia. La soluzione per spezzare la dipendenza e imparare ad apprezzare anche i momenti di noia è semplice: basta ridurre progressivamente il tempo passato a fissare lo schermo e imparare a resistere alla tentazione di usare il telefonino per riempire i momenti di vuoto.

 

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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