dipendenza da smartphone

Dipendenza da smartphone: combatterla con le app

Dietro questo apparente controsenso si nasconde il segreto per un più sano approccio nei confronti della tecnologia: riconoscerne la natura di strumento, i cui effetti dipendono, tanto in positivo che in negativo, dall’uso che scegliamo di farne.

Il problema, per molti di noi, è che non sempre riusciamo a fare buon uso dei dispositivi che da oltre un decennio (il primo iPhone risale al 2007) accompagnano la nostra giornata. Parliamo ovviamente degli smartphone e del loro impatto sulle nostre abitudini e sul nostro stile di vita.

Il tempo trascorso di fronte allo schermo

Nel suo ultimo rapporto “State of Mobile”, la compagnia pubblicitaria Flurry ha annunciato che i consumatori americani trascorrono ormai oltre cinque ore al giorno attaccati al proprio dispositivo mobile. Il tempo speso di fronte allo schermo dello smartphone è aumentato in media del 20% annuo rispetto al 2015, una percentuale già molto alta, che sale al 69% se si considera il tempo dedicato alle specifiche app. In altre parole, usiamo il nostro smartphone sempre più a lungo e lo usiamo soprattutto per accedere ad applicazioni specifiche.

Quali sono le applicazioni alle quali dedichiamo più tempo? Secondo i dati dello studio annuale di ComScore, i social network sono di gran lunga i più utilizzati, insieme ai servizi di messaggistica e chat, seguiti da musica e multimedia e dalle indispensabili applicazioni di posta e di navigazione GPS. Tuttavia, la maggior parte di noi tende a sottostimare sia il tempo passato a interagire con il proprio smartphone (secondo uno studio della Korean Neuropsychiatric Association, le nostre stime sono in media del 40% inferiori rispetto alla realtà), sia il tempo dedicato a specifiche applicazioni (soprattutto quando si tratta di applicazioni di messaggistica).

Le migliori applicazioni per contrastare la dipendenza da smartphone

Moment/QualityTime

Il primo consiglio è senza dubbio quello di cominciare a usare un’applicazione che monitori l’uso che facciamo dello smartphone, come QualityTime (Android) o Moment (iPhone). Una settimana sarà più che sufficiente per renderci consapevoli di quanto tempo passiamo con il telefono in mano e come lo impieghiamo: i risultati potrebbero non piacerci affatto!

Lockout/Flipd

Anche se oltre il 70% di noi italiani lo fa abitualmente ogni giorno, controllare il proprio telefono appena svegli o prima di andare a dormire è una delle abitudini peggiori, perché interferisce sia con il riposto che con in risveglio, esponendoci alla marea di stimoli provenienti dall’esterno. Per perdere questa abitudine, esistono applicazioni per impedirci di accedere al nostro smartphone durante fasce orarie prestabilite, come LockMeOut (Android) o Flipd (iPhone).

Calm/Headspace

Una delle ripercussioni dell’uso costante dei dispositivi mobili, è la perdita della capacità di vivere il momento presente (detta anche mindfulness) e di essere partecipi di ciò che ci circonda. La buona notizia è che questa capacità può essere sviluppata con la pratica e uno studio ha evidenziato che, paradossalmente, usare applicazioni per il mindfulness training può aiutarci a vivere meglio il presente, riducendo ansia, irritabilità e stress. Le due app più popolari in questa categoria sono Calm (Android, iPhone) e Headspace (Android, iPhone), usata anche nello studio citato.

Space/Forest

Se facciamo fatica a tenerci lontani dal nostro smartphone e non riusciamo ad abituarci a non averlo sempre tra le mani, alcune applicazioni pensate per contrastare la dipendenza da smartphone possono venirci in aiuto: in primo luogo Space (Android, iPhone), l’applicazione che promette di aiutarci grazie a un piano personalizzato basato sulle nostre abitudini di utilizzo. Diverso ma non meno efficace è l’approccio di Forest (Android, iPhone), che fornisce un rinforzo positivo sotto forma di alberello: una volta piantato il seme, la pianta cresce proporzionalmente al tempo che riusciamo a trascorrere lontani dallo smartphone.

Offtime

Uno dei problemi legati all’uso degli smartphone è, come già sottolineato in apertura, la loro doppia natura di strumento in grado di aumentare enormemente la nostra produttività e al tempo stesso potenziale fonte di infinita distrazione. Anche in questo caso, ci sono applicazioni pensate per limitare il potenziale di distrazioni senza compromettere minimamente quello produttivo: Offtime (Android, iPhone) può aiutarci a trovare calma e concentrazione senza doverci isolare dal mondo, grazie a un sistema di blocco selettivo delle applicazioni e delle notifiche.

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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