cena insieme

Social eating: quando pranzare insieme migliora la produttività

Trascorrere la pausa pranzo con i colleghi e mangiare insieme il pasto portato da casa incoraggia la socialità e aumenta il livello di collaborazione in ufficio. La schiscetta social fa bene alla salute, al portafoglio e al rendimento, ecco perché sempre più aziende scelgono di incoraggiare il social eating in pausa pranzo.

Il valore sociale del mangiare insieme

Condividere il cibo con gli altri gioca un ruolo cruciale nella formazione dei legami interpersonali ed è fondamentale per il nostro benessere psicologico: secondo una ricerca della University of Oxford, mangiare con gli altri ci fa sentire più felici e influisce positivamente sul nostro grado di socialità. Forse per questo la maggior parte di noi ama mangiare in compagnia, come confermano anche le statistiche sulle abitudini degli italiani in pausa pranzo: solo il 13% mangia da solo, mentre la maggior parte divide la tavola con qualcuno sia quando pranza al ristorante che quando porta il pranzo in ufficio.

Mangiare insieme a qualcuno significa allacciare con lui o con lei una relazione più stretta, pensiamo ad esempio al significato che il cenare insieme ha nel contesto di una relazione sentimentale, ma è anche un modo per rinsaldare rapporti personali già esistenti, come nel caso di pranzi o cene per celebrare ricorrenze quali compleanni, lauree o matrimoni. La funzione sociale del condividere i pasti ha radici lontane, ma antropologi, sociologi e psicologi sono concordi nell’affermare che il mangiare insieme svolge un ruolo importante per le comunità umane ed è uno dei tratti ‘quintessenziali’ della nostra specie.

Chi mangia insieme è più affiatato

Uno studio della Cornell University si è occupato proprio di indagare la funzione di collante sociale svolta dal mangiare insieme, condividendo sia il cibo che gli spazi. Per farlo, i ricercatori hanno confrontato la performance di diverse squadre di vigili del fuoco statunitensi, distribuite in 50 stazioni con abitudini e regole diverse circa la condivisione dei pasti.

La conclusione? Lo studio ha scoperto che mangiare insieme incoraggia il team building e rende più affiatati: il rendimento delle stazioni in cui i pasti venivano condivisi era molto più alto rispetto a quello di chi mangiava da solo e secondo gli autori dello studio i risultati possono essere estesi a qualsiasi tipo di organizzazione in cui sia richiesta la collaborazione fra individui. 

La pausa pranzo condivisa, a misura di azienda

La condivisione del pranzo è diffusissima soprattutto negli spazi di coworking, nelle start-up e negli uffici temporanei, dove finisce per rappresentare un’alternativa conviviale alla più formale discussione in sala riunione o alle chiacchiere davanti alla macchinetta del caffè.

Tuttavia, mangiare insieme non è una prerogativa delle startup o degli spazi di coworking e può essere adottata con successo anche dalle compagnie tradizionali: il team AR/VR di Google, ad esempio, mangia insieme la maggior parte dei pasti che consuma sul lavoro e incentiva il teamwork fra membri di uno stesso gruppo incoraggiandoli a collaborare alla preparazione del cibo, mentre lo staff di Etsy si riunisce regolarmente per degustazioni di gruppo di cibi artigianali locali. La cosa più importante è promuovere l’idea che mangiare insieme non sia una perdita di tempo e non sottragga energie al lavoro, ma insegni invece ad apprezzare i momenti di socialità e a lavorare come una squadra.

Incoraggiare il social eating in azienda

Oltre alla giusta cultura aziendale, è indispensabile anche disporre di spazi adatti alla condivisione della pausa pranzo, con un’area cucina che permetta almeno di scaldare le pietanze e tavoli e sedie sufficienti a ospitare i dipendenti. L’arredamento dovrebbe essere accogliente e confortevole per incoraggiare la socialità ma non troppo vivace, per evitare di rappresentare un elemento di distrazione.

Allo stesso modo, perché mangiare insieme ai colleghi diventi un’abitudine è necessario che tutti dispongano di tempo sufficiente durante la pausa pranzo e riescano a coordinare le proprie esigenze. Se non è sempre possibile mangiare tutti insieme, l’ideale è partire col promuovere un social lunch day settimanale: un solo giorno a settimana in cui si condivide il pranzo, magari cucinando tutti insieme qualcosa di molto semplice o servendosi di uno dei molti servizi di consegna pasti. Secondo l’Osservatorio di Just Eat la consuetudine di ordinare cibo da condividere in ufficio è in forte aumento: rispetto al 2017 si è registrato un aumento delle consegne a domicilio di pranzi pari al 137% e il 41% degli ordini riguarda proprio gli impiegati d’ufficio.

 

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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