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Pausa pranzo: dimmi come mangi e ti dirò come lavori

La pausa pranzo e il modo in cui decidiamo di affrontarla possono influenzare significativamente il nostro rendimento sul lavoro: da come e cosa mangiamo dipendono infatti tanto il nostro benessere che la nostra produttività.

Gli italiani e la pausa pranzo

Secondo un’indagine condotta da Doxa per Ancit-Confindustria la pausa pranzo è un momento irrinunciabile per l’80% degli italiani e il 51% di noi dedica regolarmente al momento del pasto un’ora o più della propria giornata.

Per gli italiani, la pausa pranzo non è soltanto un momento di relax in cui rifocillarsi e ricaricare le batterie, ma anche e soprattutto un momento sociale, da condividere con amici e colleghi. Pochissimi (13%) scelgono di mangiare da soli (magari con gli occhi incollati allo schermo del proprio smartphone o del proprio computer) e la maggior parte è invece felice di condividere il pranzo con colleghi e collaboratori (31%), ma anche con persone estranee all’ambiente di lavoro (22%).

Cosa mangiare per lavorare meglio

Anche se quattro italiani su dieci scelgono di tornare a casa per il pranzo, la maggioranza resta sul luogo di lavoro e alterna regolarmente la schiscetta portata da casa al pasto al ristorante o in tavola calda. Fra gli alimenti consumati più spesso durante la pausa pranzo trionfa la pasta, preferita dal 43% degli intervistati in una ricerca commissionata da Heineken, seguita dalle verdure (24%) e dalla carne (20%).

Scelte salutari dal punto di vista nutrizionale, ma anche della produttività personale: soprattutto se in versione integrale , i cereali come pane, pasta e riso forniscono energie di lunga durata e contrastano i cali d’attenzione, mentre frutta e verdura sono gli alimenti in assoluto più ricchi di vitamine e sali minerali, che favoriscono la concentrazione e migliorano le capacità mentali. Tuttavia, alla carne è meglio preferire il pesce poiché recenti studi dimostrano che il consumo regolare di questo alimento ha un effetto benefico sulle funzioni cognitive.

Come si mangia è importante quanto il cosa

Anche il nostro modo di mangiare può influire sul nostro rendimento, a volte ancor più del cibo che assumiamo, per questo a tavola dovremmo bandire la fretta e mangiare lentamente, masticando adeguatamente ogni boccone. Al nostro corpo occorrono infatti circa 20 minuti per avvertire la sensazione di sazietà e mangiando in fretta rischiamo di esagerare con le porzioni, appesantendoci e compromettendo tanto la nostra produttività che la nostra operatività. Inoltre, secondo le conclusioni dell’American Heart Association, mangiare in fretta aumenta il rischio di sviluppare obesità, sindrome metabolica e diabete.

Tuttavia, molti di noi finiscono davvero per ingozzarsi in fretta e furia durante la pausa pranzo: lo dimostra il fatto che per la maggior parte degli italiani il tempo è il fattore determinante nella scelta del pasto. Per chi mangia al ristorante o al punto ristoro i tempi di servizio sono il più importante criterio di selezione, ma anche chi porta il pranzo da casa si preoccupa di quanto tempo sarà necessario per prepararlo e consumarlo, preferendo cibi facili da trasportare e che possono essere mangiati anche freddi. Persino chi salta il pranzo lo fa principalmente per questioni di tempo: il 18% dei lavoratori intervistati da Doxa ha dichiarato di saltare regolarmente il pranzo per mancanza di tempo.

La pausa pranzo non va saltata

Chi salta il pranzo lo fa spesso perché dispone di una pausa troppo breve o perché desidera restare il meno possibile in ufficio e anticipare il rientro a casa. Altri ancora consumano in fretta il panino davanti al computer e trattano il pranzo come una scocciatura da sbrigare il più velocemente possibile, magari mentre si continua a lavorare.

Eppure la pausa pranzo, che si trova a metà della giornata e serve perciò anche a ‘spezzare’ l’orario di lavoro, è importantissima per ricaricare le energie mentali, ancor prima di quelle fisiche. [Studi scientifici dimostrano][20181108 Quali sono le ore in cui sei più produttivo] che anche durante i picchi di produttività quotidiani, siamo in grado di lavorare al meglio per circa 90 minuti, dopo i quali diventa necessario fare una pausa per mantenere alto il livello della nostra performance. Chi salta la pausa pranzo o chi la trascorre davanti allo schermo del computer rischia la sindrome da burnout, una situazione di elevato stress lavorativo che può finire per compromettere anche la salute fisica.

 

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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