donna con la mano alzata

L’importanza di saper dire no

Essere sempre disponibili a soddisfare le richieste che ci vengono fatte sul lavoro può minare la nostra produttività e compromettere il nostro benessere.

Perché imparare a dire no?

Per la maggior parte delle persone dire no è molto difficile, soprattutto sul lavoro: il timore è quello di deludere le aspettative del capo o dei colleghi, di creare contrasti o, peggio, di essere considerati pessimi team-player. Per di più, nella nostra società dire no è associato a stereotipi dalla connotazione negativa, che possono renderci ancora più riluttanti a rifiutare una richiesta che proviene da un collega o da un superiore, il cui giudizio può essere determinante per le sorti della nostra carriera e per la serenità del nostro ambiente di lavoro.

Tuttavia, dire sempre sì e sovraccaricarsi di incarichi e responsabilità non può che avere effetti negativi: anzitutto fa lievitare il nostro carico di lavoro e di conseguenza anche i nostri livelli di stress, specialmente se ci costringe a lunghe ore di straordinario in ufficio. Inoltre, anche se un incarico imprevisto può fornirci nuovi stimoli ed espandere le nostre competenze, destreggiarsi costantemente fra mansioni e progetti diversi rende più difficile svolgerli al meglio e può portarci a dubitare delle nostre capacità. Questo non significa che sia necessario dire sempre no: aiutare un collega in difficoltà può migliorare tanto la nostra autostima che i nostri rapporti di lavoro, ma è importante saper dire no a favori e richieste che aumentano eccessivamente il nostro carico di impegni, che ci fanno sentire a disagio o sono causa di stress.

 

 

Quando è il caso di dire no

Quando la richiesta va aldilà delle nostre competenze o del nostro ruolo. Uno dei nostri obiettivi principali sul lavoro deve essere quello di tutelare le nostre ore più produttive e difenderle dai cosiddetti ‘ladri di tempo’. Se un collega ci chiede di assumerci un incarico che rischia di sottrarre tempo ed energie al nostro lavoro, dire no diventa una dimostrazione del nostro impegno professionale e del valore che diamo al nostro tempo.

Quando la richiesta stabilisce un precedente o ci mette a disagio. Ci sono situazioni in cui acconsentire a una richiesta finisce per stabilire un pericoloso precedente per cui da quel momento in poi ogni richiesta della stessa natura verrà reindirizzata a noi. Per evitare che questo succeda, impariamo a dire no immediatamente alle richieste che troviamo fuori luogo o alle quali non siamo in grado di dare un esito soddisfacente.

Quando siamo in disaccordo. Se la richiesta che ci viene fatta si riferisce a una decisione con la quale non siamo d’accordo, sentiamoci liberi di esprimere educatamente il nostro dissenso. Se, ad esempio, riteniamo che le motivazioni o le modalità con cui ci viene chiesto di fare qualcosa siano discutibili, manifestare il nostro disaccordo ed esprimerlo chiaramente può riaprire la discussione e far riconsiderare la decisione presa. Rimanere assertivi e argomentare le nostre ragioni dimostra il nostro grado di coinvolgimento sul lavoro e può farci guadagnare il rispetto di colleghi e collaboratori.

 

 

Come dire no

La maggior parte delle richieste fatte sul lavoro non ha bisogno di una risposta immediata, perciò la prossima volta che un collega o un collaboratore ci chiede un favore cerchiamo per prima cosa di prenderci del tempo per valutare la situazione. Prima di dare una risposta, controlliamo la nostra lista di impegni e chiediamoci se abbiamo davvero a disposizione il tempo, le competenze e le energie necessarie a soddisfare la richiesta.

Al momento di dire no, invece di lanciarci in complicate spiegazioni che rischiano di suonare come scuse alle orecchie dell’altro, esprimiamo il nostro rifiuto con semplicità e chiarezza. Prima di tutto cerchiamo di farlo di persona, perché le risposte via email o instant messaging rischiano maggiormente di essere mal interpretate, e scusiamoci per il nostro rifiuto, in modo da far capire all’altro che simpatizziamo con la sua situazione. È anche consigliabile offrire sempre una motivazione che spieghi il nostro no, per aiutare l’altro a capire le nostre ragioni e le nostre necessità. Se stiamo rifiutando un incarico che va oltre le nostre competenze, diciamo chiaramente che il motivo è che non siamo sicuri di poter fare un buon lavoro. Se è la mancanza di tempo a costringerci a dire no, condividiamo apertamente la nostra tabella di marcia e le nostre priorità, in modo da rendere chiaro al nostro interlocutore che il nostro rifiuto non ha nulla di personale.

Per rendere più semplice gestire il nostro rifiuto, infine, proponiamo una soluzione alternativa alla richiesta che ci è stata fatta. Se, ad esempio, abbiamo a che fare con un collega che non ha le competenze necessarie per svolgere un determinato compito, possiamo mostrargli come si fa e renderci poi disponibili solo per eventuali chiarimenti. Se invece il nostro no è dovuto all’eccessivo carico di lavoro da gestire, proponiamo di rimandare la questione a un secondo momento e lasciamo decidere al nostro collega se aspettare o rivolgersi a qualcun altro.

 

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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