tavolo creativo

Come gli hobby stimolano la creatività e migliorano il rendimento sul lavoro

Gli impegni lavorativi e i ritmi frenetici delle nostre giornate rendono spesso difficile trovare il tempo per coltivare le nostre passioni, ma secondo recenti studi dedicare del tempo agli hobby rappresenta un investimento in termini di produttività.

Coltivare le nostre passioni ci rende più produttivi

Dedicarsi al proprio passatempo preferito è uno dei modi migliori per combattere lo stress e recuperare le energie dopo una giornata particolarmente impegnativa, per questo la San Francisco State University ha svolto una ricerca sull’impatto degli hobby sulla gestione dello stress e sulla capacità di recupero delle energie mentali e fisiche di un campione di soggetti che operano in ambienti lavorativi particolarmente stressanti.

I risultati, pubblicati nel Journal of Occupational and Organizational Psychology, hanno tuttavia messo in luce un fenomeno tanto sorprendente quanto inaspettato: chi si dedica ad attività ricreative, soprattutto se di stampo creativo, sperimenta un significativo miglioramento della performance lavorativa che non può essere spiegato semplicemente in termini di riduzione dello stress o di miglioramento delle capacità di recupero. In altre parole, dedicarci ad attività che ci appassionano ci rende più produttivi e aumenta il nostro rendimento sul lavoro indipendentemente da altri fattori, al punto che i ricercatori della SFSU raccomandano ad aziende e datori di lavoro di incoraggiare i propri dipendenti a coltivare hobby e passioni extra-lavorative se vogliono veder crescere la produttività aziendale.

 

Coltivare un hobby migliora le capacità di problem-solving

Non è solo la performance a migliorare quando ci dedichiamo a un hobby: secondo una ricerca condotta dall’università di Stanford, le attività ricreative come la danza o la lettura aumentano la plasticità cerebrale, ovvero la capacità del nostro cervello di modificare la sua struttura in risposta alle esperienze e agli stimoli esterni. Ed è proprio stimolando la plasticità cerebrale che diventiamo capaci di trovare soluzioni innovative e creative ai problemi, lavorativi e non, che ci troviamo ad affrontare ogni giorno.

Ogni volta che dedichiamo del tempo ai nostri hobby stiamo di fatto allenando le nostre capacità di problem-solving, ovvero l’insieme dei meccanismi cognitivi implicati nella risoluzione di problemi, e questo allenamento può avere importanti ripercussioni sul nostro rendimento: la capacità di approcciarsi creativamente alle situazioni problematiche e di trovare una soluzione innovativa per i problemi è infatti considerata una delle soft-skill più importanti in ambito lavorativo.

 

I cinque migliori hobby per aumentare creatività e produttività

Camminare è un’attività semplice, economica e alla portata di tutti che ha innumerevoli benefici sia per la salute che in termini di capacità cognitive: uno studio condotto su un campione di 1600 individui presso l’università della British Columbia di Vancouver ha scoperto che camminare per almeno due ore a settimana potenzia la memoria, incoraggia la plasticità cerebrale e migliora la performance nei compiti che richiedono concentrazione.

Leggere è un passatempo sempre meno diffuso nell’era degli smartphone e di Netflix, ma secondo un gruppo di ricercatori dell’università di Stanford la lettura aumenta l’afflusso di sangue al cervello e attiva le nostre facoltà cognitive superiori perché ci coinvolge in un processo attivo che stimola la nostra creatività e le nostre capacità di osservazione.

Gli sport di squadra rappresentano un ottimo mezzo per allenare le nostre capacità di problem-solving cooperativo e migliorare la collaborazione con i colleghi, oltre a essere un vero e proprio toccasana per la salute. I benefici degli sport di squadra si osservano anche nella performance lavorativa: secondo un recente studio svedese, praticare uno sport con altre persone ci rende più produttivi sul lavoro anche in contesti non collaborativi.

Imparare una lingua straniera ci costringe a confrontarci con strutture linguistiche diverse da quelle della nostra lingua madre e con schemi culturali a volte molto distanti da quelli ai quali siamo abituati. Secondo recenti studi, questo doppio allenamento aumenta la nostra creatività e la nostra capacità di concentrazione perché ci costringe a confrontarci costantemente con nuovi stimoli e nuovi problemi.

Suonare uno strumento è uno dei modi più piacevoli di tenere in allenamento il nostro cervello e secondo uno studio condotto dall’università di Radboud la pratica musicale è in grado sia di stimolare il pensiero creativo che di ridurre lo stress collegato al lavoro. Se ascoltare musica in ufficio può infatti avere sia effetti positivi sulla performance che ripercussioni negative sulla concentrazione, dedicarsi alla pratica musicale fuori dall’orario di lavoro stimola la creazione di nuove sinapsi e migliora sia il potenziale cognitivo che la creatività.

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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