Sei reperibile anche nel tempo libero? Puoi fare di “più”…

Una recente ricerca condotta da Lastminute.com e riportata sul sito di Repubblica.it ha portato alla luce dei dati che nessuno si aspettava: in Europa i più “stacanovisti” sono i lavoratori italiani.

Reperibili sempre e comunque?

Ben l’87% degli intervistati (9 italiani su 10) ha ricevuto telefonate di lavoro durante le ferie, anche se per lo più per motivi futili. Il 52% ha ammesso di rendersi reperibile per scelta personale, “perché si sente responsabile anche quando è via”, mentre soltanto l’11% ha dichiarato di aver fatto questa scelta per amore del proprio lavoro.

Questa ricerca si inserisce nel quadro di un recente dibattito nato in Germania sulla pervasività del lavoro nel tempo libero, dibattito portato avanti da multinazionali del calibro di Telekom e BMW, le quali hanno addirittura avanzato la proposta di riconoscere ai propri dipendenti un “diritto alla non reperibilità” al di fuori degli orari di lavoro.

La reperibilità telefonica e il problema dei costi fissi

Ma perché molti scelgono di rendersi costantemente reperibili? Soprattutto i lavoratori autonomi e le piccole e medie imprese sanno bene che farsi trovare al telefono significa avere maggiori possibilità di acquisire clienti, e che una telefonata persa potrebbe determinare la perdita di un’occasione di guadagno.

Soprattutto se si considera che la spesa media annua delle piccole imprese e dei liberi professionisti italiani si aggira tra il 40 e il 60%, ben si capisce il motivo per cui siano in molti a rinunciare all’aiuto di una segretaria personale per la gestione delle telefonate. Il rischio determinato dagli elevati costi fissi derivanti dall’avere una dipendente sarebbe infatti troppo alto. Di conseguenza, molti piccoli imprenditori e professionisti si improvvisano anche “segretarie tuttofare”, rispondendo al telefono anche al di fuori dei normali orari di lavoro.

Il recente dibattito sul diritto alla “non-reperibilità”

Ma qual è il prezzo di questa reperibilità permanente? Innanzitutto, chi sceglie di rispondere a telefonate ed e-mail di lavoro persino nel proprio tempo libero si espone ad alti livelli di stress, e rischia di trasformare il proprio lavoro in qualcosa di onnipervasivo e disumano. Tempo fa fu il caso choc dei manager della France Télécom a portare alla luce proprio questa correlazione tra la cosiddetta sindrome da burnout e lo stress determinato da una costante reperibilità lavorativa. D’altra parte, considerando la cosa sotto un’altra luce, chi risponde al telefono mentre sta lavorando a progetti importanti e che richiedono un elevato livello di concentrazione, si espone a interruzioni che alla lunga riducono la produttività.

Ed è proprio questa esigenza di miglioramento della produttività che ha portato recentemente le grandi industrie tedesche a prendere misure cautelative nei confronti dei propri dipendenti, a cominciare dai manager e dai dirigenti. Tra i metodi scelti vi sono dei sistemi per impedire ai dipendenti di leggere la posta elettronica dopo la fine dell’orario di lavoro (Deutsche Telekom), alla scelta di far spegnere i server aziendali mezz’ora prima della fine del turno di lavoro (Volkswagen), fino alla decisione di eliminare automaticamente la posta elettronica ricevuta da chi ha impostato un messaggio di risposta automatica di assenza (Daimler).

Essere reperibili senza dover rispondere al telefono

Le misure adottate da queste industrie sono indicative del fatto che la reperibilità continuativa viene ormai vista con inquietudine e percepita come un problema da risolvere. Ma che ne è di quei lavoratori autonomi che dovendo sbrigare tutto il lavoro da soli, si trovano anche “costretti” – volenti o nolenti – a rispondere continuamente al telefono e a svolgere mansioni di segreteria? Stress e cali di produttività sono anche qui all’ordine del giorno. Oggi è possibile fronteggiare questi due effetti negativi con una soluzione flessibile ed economica, che permette non solo di essere reperibili al telefono, ma di esserlo senza dover rispondere alle telefonate in prima persona. Come? Grazie a un servizio di segretariato esterno che permetta di trasferire le proprie telefonate ad una segretaria a distanza ogni qualvolta non si può o non si desidera rispondere. Il servizio si imposta con un semplice trasferimento di chiamata, prevede costi orientati all’utilizzo effettivo, e non ha durata contrattuale minima.

Una soluzione flessibile ed economica, che anche le grandi imprese potrebbero adottare per ridurre il carico di lavoro dei propri dipendenti.

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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