orologio digitale

La sanità digitale conquista gli italiani

 

Nel nostro paese, i consumatori si fidano sempre di più dei nuovi strumenti digitali per la prevenzione, la cura e l’assistenza sanitaria.

Cresce la fiducia nelle tecnologie al servizio della persona

Una ricerca commissionata da VMware per valutare l’opinione dei consumatori nei confronti di tecnologie emergenti come Intelligenze Artificiali, Internet of Things e blockchain ha invece rivelato una crescente fiducia nei confronti del settore digital health, ossia delle tecnologie digitali messe al servizio dell’assistenza sanitaria. I risultati del sondaggio, contenuti nel rapporto Digital Frontiers, mostrano chiaramente come in tema di di salute e benessere gli italiani siano pronti ad adottare con entusiasmo tecnologie emergenti e a integrarle nella loro vita quotidiana. Sebbene il 50% degli intervistati senta di non saperne abbastanza dal punto di vista tecnico, la maggior parte si sente comunque a proprio agio all’idea di avere accesso a nuove soluzioni per la cura e l’assistenza. Il 71%, ad esempio, si è detto favorevole all’adozione di strumenti digitali per monitorare gli anziani e i malati non autosufficienti direttamente a casa loro, una soluzione spesso preferibile a quella di affidarli alle cure di una struttura.

Se da un lato mancano le conoscenze per comprendere il funzionamento di tecnologie come le intelligenze artificiali, che oltre un terzo di noi ritiene ancora essere ‘una specie di robot’, dall’altro è ancora poco diffusa la consapevolezza del valore dei dati sanitari, come referti medici o risultati di esami e analisi. Il 69% delle persone coinvolte nel sondaggio ha dichiarato di non sapere chi può avere accesso ai propri dati sanitari, ma più della metà si è mostrata comunque favorevole all’idea che il proprio medico possa consultare informazioni in tempo reale sulle loro abitudini e il loro stile di vita, per fornire cure e consigli personalizzati.

 

Più fiducia nei gadget che nelle intelligenze artificiali

A entusiasmare gli italiani sembrano soprattutto essere gli strumenti che promettono di integrare il monitoraggio dello stato di salute nella vita quotidiana. Esami e cartelle cliniche in formato elettronico da condividere con il proprio medico, app che forniscono raccomandazioni personalizzate sulla dieta e lo stile di vita, ma soprattutto dispositivi wearable. Questi gadget indossabili, spesso integrati in bracciali o orologi, permettono di rilevare in tempo reale parametri vitali come il battito cardiaco e la pressione sanguigna, monitorando in certi casi anche l’attività fisica e le ore di sonno. Secondo una ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua, il 55% degli italiani considera i gadget wearable un’ottima soluzione per tenere la propria salute sotto controllo e si dichiara pronto a utilizzarli quotidianamente.

Molto meno amata è invece la prospettiva di affidarsi a intelligenze artificiali diagnostiche: l’84% degli intervistati non rinuncerebbe mai al rapporto umano con il proprio medico in favore di un IA, anche se l’80% è favorevole all’integrazione di tecnologie che possano aiutare gli specialisti a svolgere meglio il proprio lavoro. Sorprendentemente, tuttavia, il 66% degli italiani si rivolge al web per cercare informazioni su sintomi e malattie, in particolar modo per farsi guidare nelle autodiagnosi e capire come affrontare disturbi o patologie. Il 41% degli italiani si affida a Internet anche quando è alla ricerca di indicazioni sull’uso dei farmaci e il 28% decide le misure di prevenzione da adottare sulla base di informazioni raccolte in rete. C’è persino un 25% che si dice convinto che motori di ricerca, blog, forum e siti sostituiranno presto buona parte della diagnostica eseguita dai medici tradizionali.

 

La crescita del settore digital health

Le innovazioni nel campo della medicina digitale stanno trasformando l’approccio all’assistenza sanitaria e creando un nuovo ecosistema in cui aziende, start-up, istituzioni e medici possono collaborare per creare e promuovere una cultura della prevenzione e della salute. Il tema è stato anche al centro dell’incontro “Frontiers Health at Milano Digital Week: Living the New Ecosystem”, durante il quale è stato sottolineato l’importantissimo ruolo che gli strumenti digitali giocano nell’affrontare le conseguenze di trend globali come l’invecchiamento della popolazione e l’allungarsi dell’aspettativa di vita. Queste due tendenze fanno infatti lievitare la domanda di servizi per la cura e l’assistenza degli anziani, uno dei campi di maggiore interesse per il settore digital health. L’offerta al momento spazia dai dispositivi indossabili che avvisano i parenti o il medico in caso di necessità, alla telemedicina per la gestione dei pazienti a distanza, fino alla domotica impiegata per migliorare la qualità della vita quotidiana.

L’enorme potenziale della sanità digitale attira gli investimenti tanto delle aziende che dei governi: nel 2018 più di 18 miliardi di dollari sono stati investiti nelle start-up del settore digital health, una crescita del 56% rispetto all’anno precedente, e a luglio 2019 la Commissione europea ha avviato un progetto per lo sviluppo di intelligenze artificiali in grado di assistere nella diagnosi di alcuni tipi di tumore, un’iniziativa per la quale sono stati stanziati ben 35 miliardi di euro.

 

 

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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