information overload

Information overload: il sovraccarico di informazioni paralizza la mente

L’incapacità di gestire l’enorme quantità di informazioni alle quali siamo esposti ogni giorno può compromettere le nostre capacità cognitive e influenzare negativamente la nostra capacità di prendere decisioni. 

Le innovazioni tecnologiche degli ultimi due decenni, dalla diffusione di internet all’introduzione dei dispositivi mobili, hanno rivoluzionato il nostro approccio alle informazioni, permettendoci di raccogliere e processare vaste quantità di dati in tempi brevissimi. Secondo le stime di Forbes, ogni giorno vengono creati oltre 2,5 quintilioni di byte di dati e uno studio di IBM ha rilevato che il 90% dei dati e delle informazioni che circolano oggi nel mondo è stato creato negli ultimi due anni . In altre parole, viviamo in un mondo fatto di dati, nel quale siamo costretti a processare ogni giorno una quantità di informazioni così enorme da rischiare di mandare in tilt le nostre capacità cognitive.

Che cosa s’intende per information overload?

Il fenomeno del sovraccarico cognitivo, o information overload, è stato descritto per la prima volta da David Lewis in uno studio del 1996 commissionato da Reuters  (intitolato Dying for information? An Investigation into Information Overload in the UK and Worldwide) e si riferisce alla difficoltà di comprensione e paralisi decisionale associate a un numero troppo elevato di informazioni da processare.

È parere diffuso fra gli psicologi che l’essere umano sia dotato di una capacità limitata di gestire e processare le informazioni con le quali viene in contatto: secondo la teoria dello psicologo George A. Miller, il nostro cervello è in grado di processare al massimo sette blocchi di dati contemporaneamente. Quando un individuo raggiunge la propria capacità massima di metabolizzazione delle informazioni, tutte le nuove informazioni diventano una sorta di “rumore di fondo” che influenza negativamente le capacità cognitive e decisionali.

Le conseguenze del sovraccarico cognitivo sulla produttività e sulla salute

Il problema del sovraccarico cognitivo sembra destinato ad aumentare, poiché il numero di informazioni a nostra disposizione aumenta costantemente, con inevitabili ripercussioni sulla nostra produttività e sui nostri livelli di stress.

In uno studio pubblicato nel 2001 nel Journal of Information Science è stata esaminata la capacità di alcuni funzionari bancari di fare previsioni circa la concessione di prestiti: i partecipanti che hanno lavorato in uno stato di sovraccarico cognitivo hanno impiegato più tempo per elaborare le loro previsioni e le loro stime si sono rivelate significativamente meno accurate rispetto a chi non aveva lavorato in una situazione di sovraccarico di informazioni.

Un altro studio condotto presso l’università di Harvard ha rilevato che circa il 25% dei lavoratori soffre a causa dello stress dovuto alle troppe informazioni che è costretto a processare sul lavoro e la percentuale sale al 40% per manager e dirigenti.

Come contrastare gli effetti dell’information overload

Secondo Lewis, autore del primo studio sull’information overload, per contrastare gli effetti del sovraccarico cognitivo è necessario imparare a valutare l’effettiva utilità delle informazioni alle quali siamo esposti, per decidere se valgano la pena di essere processate o se possano essere semplicemente ignorate.

In linea con il principio di Lewis per cui la rilevanza di un’informazione dovrebbe essere il criterio principale su cui basare la nostra ‘dieta informatica’, Joseph Ruff, autore dello studio Information Overload: Causes, Symptoms and Solutions, individua alcune semplici strategie che possono aiutarci a mitigare i sintomi del sovraccarico cognitivo:

  • Filtrare i dati da processare, ovvero prestare attenzione soltanto alle informazioni più utili, basandoci su criteri come l’attendibilità delle fonti, l’accuratezza dei dati e la chiarezza nella presentazione.
  • Limitare il numero di informazioni da processare, abbandonando la convinzione che sia necessario raccogliere più dati possibili per arrivare a alla decisione giusta. Non saremo mai in grado di analizzare tutte le informazioni disponibili su un determinato argomento, perciò è fondamentale scegliere accuratamente le nostre fonti.
  • Organizzare le informazioni in un sistema di archiviazione che permetta di ritrovarle facilmente in futuro (archivi cartacei, appunti, cartelle sul computer), in questo modo eviteremo di dover analizzare più volte le stesse informazioni.
  • Imparare ad analizzare meglio le informazioni, per riconoscere quelle attendibili ed effettivamente rilevanti. Questo significa sia migliorare le proprie competenze linguistiche che la propria capacità di valutare l’attendibilità delle informazioni.
  • Processare più velocemente le informazioni grazie alla lettura veloce, o skimming, per estrapolare solo le informazioni rilevanti contenute in un testo o una pagina web.

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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