mettersi in proprio

Come aprire una partita iva: tutto quello che devi sapere

Da oggi inauguriamo una serie di post pensata appositamente per gli aspiranti imprenditori e lavoratori autonomi. I temi trattati riguarderanno tutti i passaggi da intraprendere per aprire una partita iva, le cose da sapere prima di avventurarsi in questa decisione, e gli adempimenti che dovranno essere affrontati per avviare una propria attività. La prima puntata di questa serie ti aiuterà a comprendere la distinzione tra imprenditore individuale e lavoratore autonomo, e ti darà una prima panoramica sulla modulistica necessaria.

Vuoi metterti in proprio? Tutti i consigli per aprire una partita iva.

Sempre più spesso ti riprometti di dare finalmente una nuova piega alla tua vita lavorativa? Ogni occasione è buona per dare una svolta al proprio impiego da lavoro dipendente e diventare datore di lavoro di se stessi. Visto che una delle aspirazioni di molti lavoratori dipendenti è quella di mettersi in proprio, vediamo quali sono le cose da sapere prima di aprire una partita iva, quali sono gli adempimenti iniziali e gli errori più comuni da evitare.

1. Che cos’è la partita iva?

Iniziamo dall’ABC. La partita iva è un codice di 11 cifre che identifica in maniera univoca un soggetto che esercita “un’attività rilevante ai fini dell’imposizione fiscale indiretta (IVA)”, e con la quale un’impresa – sia essa di tipo individuale o societario – esprime la propria volontà di svolgere un’attività professionale o imprenditoriale. Per aprire una partita iva senza sbagliare bisogna in primo luogo farsi inquadrare nel giusto settore lavorativo.

2. Aprire una partita iva: che attività svolgi?

Prima di aprire una partita iva, devi capire se rientri nella categoria dei lavoratori autonomi o degli imprenditori individuali. La distinzione non è da sottovalutare: da un punto di vista fiscale e contributivo, infatti, appartenere all’una o all’altra categoria comportare differenze sostanziali.

Vediamo in breve cosa distingue gli imprenditori individuali dai lavoratori autonomi:

A) Imprenditori individuali: gli imprenditori individuali sono definiti dalle sotto-categorie di “artigiani” e “commercianti”; sono obbligati per legge a iscriversi al Registro delle Imprese e devono presentare la Comunicazione Unica. Rientrano nella categoria di “artigiani” tutte quelle figure che con il proprio lavoro manuale o professionale creano un bene o un servizio (falegnami, imbianchini, muratori, idraulici, fornai, pasticceri, elettricisti, estetisti, etc.). Nella sotto-categoria di “commercianti” rientrano invece quegli imprenditori individuali che creano profitto nella commercializzazione di beni prodotti da altri (fruttivendoli, gommisti, pescivendoli, negozi di scarpe o di abbigliamento, etc.).

B) Lavoratori autonomi: i lavoratori autonomi non sono obbligati per legge a iscriversi al Registro delle Imprese e devono compilare il modulo AA9/11. I lavoratori autonomi sono sia i professionisti iscritti a un Albo professionale (o ad un Ordine), come avvocati, geometri, psicologi, medici, notai, etc., sia i cosiddetti “senza Ordine”, ovvero i professionisti che esercitano la propria attività senza essere iscritti ad un albo professionale. A questa seconda sotto-categoria appartengono ad esempio i consulenti aziendali, informatici, finanziari, etc.

Capire a quale categoria si appartiene è il primo step fondamentale per risparmiare tempo e utilizzare la modulistica corretta.

3. Come aprire la partita iva: modulistica e adempimenti

Una volta stabilito se siamo lavoratori autonomi o imprenditori individuali, sappiamo anche quali saranno i prossimi passaggi da fare per aprire la partita iva.

Se sei un imprenditore individuale devi richiedere la partita Iva presentando la Comunicazione Unica alla Camera di Commercio.

Come si presenta la Comunicazione Unica?

La Comunicazione Unica deve essere inoltrata telematicamente con una firma digitale. Secondo quanto previsto dalla circolare 3616/c 2008 del Ministero dello Sviluppo Economico puoi anche incaricare tramite una procura un intermediario, per esempio un commercialista, che invii la Comunicazione Unica per tuo conto.

Se invece sei un lavoratore autonomo per aprire la partita Iva devi presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di inizio attività, compilando il modello AA9/11 che si può scaricare qui.

Come si invia il il modello AA9/11?

Ecco le alternative per inviare il modello AA9/11:

  • In doppia copia direttamente (o mediante persona delegata) presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate
  • In un unico esemplare inviato con raccomandata, allegando copia di un documento di identità del dichiarante, inviato a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate (la dichiarazione si considererà presentata il giorno della spedizione)
  • In via telematica dal contribuente o tramite soggetti incaricati della trasmissione telematica (le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate).

Particolare attenzione va fatta alla data di scadenza per la presentazione del modello AA9/11, che deve essere tassativamente inviato entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività commerciale, quindi entro un mese a partire dalla prima prestazione lavorativa svolta.

Nella prossima parte della nostra guida vediamo da vicino quanto costa aprire la partita iva e presentiamo altri utili consigli pratici da non perdere. Leggi il post dedicato ai costi determinati dall’apertura della partita iva.

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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