sveglia antica

Sconfiggere la tendenza a procrastinare con la regola dei due minuti

Un’interessante soluzione a uno dei problemi più comuni con cui deve confrontarsi chiunque voglia aumentare la propria produttività: come smettere di procrastinare e adottare nuove abitudini?

La produttività è una questione di abitudine

Quando si parla di produttività e di come massimizzarla, si parla soprattutto di gestione del tempo: di come usare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione e di come evitare di sprecarlo in attività improduttive. Ma una buona gestione del tempo è basata principalmente sull’adozione di alcune buone abitudini come quella di pianificare accuratamente le nostre giornate o di portare a termine gli incarichi che siamo soliti rimandare. Tuttavia adottare nuove abitudini è estremamente difficile, come dimostra il regolare fallimento di oltre l’80% dei buoni propositi fatti per il nuovo anno.

Secondo James Clear, autore di Atomic Habits, il problema è che la maggior parte di noi si approccia alle nuove abitudini nel modo sbagliato: anziché contare sulla nostra forza di volontà come strumento per superare la resistenza iniziale, dovremmo rendere le abitudini che intendiamo adottare quanto più semplici e soddisfacenti possibile. Se desideriamo mangiare più frutta e meno snack durante la giornata, ad esempio, James Clear consiglia di cominciare con della frutta che ci piace molto, da mettere bene in evidenza sul ripiano del frigo, nascondendo snack meno salutari lontano dalla vista. Optare per la buona abitudine diventerà così la scelta più facile e richiederà di conseguenza un minor esercizio di forza di volontà.

Nel suo libro, Clear mostra anche come la tendenza a procrastinare possa essere approcciata con lo stesso metodo e sottolinea come facilitare il più possibile il processo di mettersi al lavoro, cominciando anzitutto con il pianificare attentamente le attività e bloccando le possibili distrazioni, sia ben più efficace per ridurre la procrastinazione di quanto non lo sia cercare di resistere alla tentazione di fare altro. In altre parole, secondo James Clear è più facile sostituire un’abitudine negativa con una positiva, concentrandosi sulla pratica di quest’ultima anziché sull’eliminazione della prima. Come? Grazie alla regola dei due minuti.

Come funziona la regola dei due minuti?

La regola dei due minuti si basa sulla constatazione che l’ostacolo più significativo al riuscire a coltivare una nuova abitudine o portare a termine un incarico è il cosiddetto costo di attivazione, ovvero la quantità di energie (mentali, fisiche, psicologiche) richiesta per cominciare. Attività poco impegnative o di scarsa complessità hanno un costo di attivazione molto basso, mentre attività che richiedono più energie hanno un costo di attivazione più alto e il motivo è evidente: eseguire una sola flessione richiede alla nostra forza di volontà di superare una minore resistenza rispetto a eseguirne cento.

L’obiettivo della regola dei due minuti è quella di rendere il costo di attivazione il più basso possibile, riducendo l’attività o l’abitudine alla sua versione più semplice, una versione che sia possibile eseguire in soli due minuti. Se l’obiettivo è abituarsi a rispondere alle email di lavoro all’inizio della giornata, la regola dei due minuti suggerisce di cominciare rispondendo a una email. L’effetto di questa strategia è quello di facilitare l’acquisizione di nuove abitudini grazie alla riduzione del costo di attivazione, ma anche di rendere progressivamente più semplice proseguire oltre i due minuti iniziali, che diventano così un rituale all’inizio di un processo più ampio.

Regola dei due minuti: perché funziona?

Secondo Clear, il problema principale per chi desidera acquisire nuove abitudini o cercare di combattere la tendenza a procrastinare è l’errata propensione a concentrarsi sui risultati e usarli come unica unità di misura del successo: tornando all’esempio precedente, se il nostro obiettivo è rispondere a tutte le email all’inizio della giornata e alle undici abbiamo risposto solo all’80% di esse, sentiremo di aver fallito. L’autore di Atomic Habits è convinto invece che sia più efficace cercare di costruire una solida base per le proprie abitudini, anziché inseguire da subito risultati poco realistici. Il suo motto è standardize before you optimize, in altre parole: quando si tratta di cambiare un comportamento o di adottarne uno nuovo, assicurati di riuscire a farlo regolarmente prima di preoccuparti di come farlo al meglio. Il primo obiettivo non è ottenere risultati, infatti, ma abituarsi a pagare il costo di attivazione.

Lo sostiene anche Chris Bailey, autore di Hyperfocus: How to Be More Productive in a World of Distraction, che consiglia di affrontare i compiti sgradevoli che si tende a procrastinare tramite un approccio simile a quello di Clear: dedicarsi all’attività prescelta per almeno un minuto «con la massima attenzione e la minima quantità di distrazioni». In questo modo si supera l’ostacolo di partenza del mettersi al lavoro e si è più inclini a continuare l’attività anche una volta superata la soglia del primo minuto.

 

 

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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