produttività

Quattro miti da sfatare sulla produttività

 

I falsi miti riguardo ciò che ci rende produttivi possono compromettere la nostra capacità di dare il massimo in ufficio.


Per essere produttivi bisogna svegliarsi all’alba

Il pregiudizio positivo sull’essere mattinieri è duro a morire, anche se studi recenti hanno messo in luce come la propensione ad alzarsi presto abbia radici genetiche e biologiche che danno origine a cronotipi diversi. Rimane infatti saldamente radicata, sopratutto fra manager e imprenditori, la convinzione che chi si sveglia presto sia più produttivo e più motivato e la pratica di alzarsi presto al mattino è considerata uno dei requisiti indispensabili per il successo in ambito business.

La realtà è molto diversa: un numero crescente di studi ha dimostrato come tanto i cronotipi mattinieri che quelli serotini sperimentino picchi di produttività e concentrazione del tutto simili nel corso della giornata. Tuttavia, poiché la maggior parte delle attività lavorative è concentrata nella prima parte della giornata, le allodole dal cronotipo mattutino sono avvantaggiate rispetto ai gufi con cronotipo serotino, che finiscono per accumulare un significativo debito di sonno. La soluzione? Adattare l’orario di lavoro al proprio cronotipo per sfruttare al massimo il proprio potenziale produttivo.

 

Per essere produttivi bisogna lavorare tanto

Quello del manager o dell’imprenditore che arriva in ufficio presto e lavora fino a tardi, concedendosi rarissime pause e continuando a lavorare anche in vacanza è uno degli stereotipi che vengono più spesso impiegati per illustrare il presunto legame fra produttività e ore lavorate. Anche in questo caso, tuttavia, le cose stanno diversamente: secondo uno studio della Stanford University esiste un rapporto non-lineare fra ore di lavoro e produttività e, una volta superate le 48 ore settimanali, aumentare il tempo passato alla scrivania non si traduce in un aumento della produttività, ma al contrario in una sua significativa riduzione.

Il segreto della produttività non è racchiuso nel numero di ore che si lavorano, ma nella qualità del lavoro che si svolge, in altre parole è importante imparare a lavorare meglio e non più a lungo. La prova? Un esperimento condotto in una clinica di Gothenburg ha rivelato che lavorando per 6 ore al giorno (rispetto alle tradizionali 8) i dipendenti e gli infermieri sono stati più produttivi e sono andati incontro a minori problemi di salute, con conseguente diminuzione dell’assenteismo e del turnover.

 

Per essere produttivi non bisogna concedersi pause

Si tratta dell’altra faccia del mito per cui lavorare tanto è sinonimo di produttività: se per ottenere buoni risultati è necessario lavorare il più a lungo possibile, è ovvio che ogni pausa che ci concediamo va considerata come tempo sottratto al lavoro e dunque tempo sprecato. Si tratta di una convinzione che ha origine in una concezione del riposo che lo vede come una concessione alla pigrizia, nonostante la ricerca scientifica abbia più volte dimostrato l’importanza delle pause per mantenere alta la produttività.

La verità è che il riposo ci permette di lavorare bene ed è addirittura in grado di renderci più produttivi perché stimola la creatività, rafforza la motivazione e riduce lo stress. Per trarre benefici dal riposo è tuttavia fondamentale che il tempo che ci concediamo lontano dalla scrivania sia davvero dedicato a recuperare le energie: inutile sdraiarci in spiaggia in cerca di relax per poi venir interrotti da chiamate, email e messaggi di clienti e collaboratori. Il segreto è imparare a tutelare i momenti di riposo e usarli al meglio per ricaricare le batterie e potersi dedicare al lavoro con rinnovata motivazione.

 

Per essere produttivi bisogna partecipare a molti meeting

Secondo uno studio di Atlassian un impiegato medio partecipa a circa 60 diversi meeting nel corso di un solo mese, rendendo le riunioni la terza principale causa di improduttività in ufficio. Sulla carta favorire lo scambio di opinioni e di vedute sembra il modo migliore per trovare soluzioni creative ed efficaci ai problemi di lavoro, ma troppo spesso le riunioni si trasformano in una vera e propria perdita di tempo a causa, ad esempio, della mancanza di un chiaro ordine del giorno

I meeting possono rivelarsi uno strumento utilissimo per stimolare la produttività, a patto di attenersi ad alcune semplici regole: organizzare un incontro solo in caso di reale necessità, dare modo a tutti di partecipare attivamente tramite la condivisione tempestiva di materiali e informazioni, stabilire un chiaro ordine del giorno e tutelare il tempo dei partecipanti rispettando rigorosamente la durata prevista.

 

 

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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