Scrivania sporca

Quanto è sporca la tua scrivania?

 

Gli oggetti da ufficio che tocchiamo ogni giorno, come telefoni, tastiere, computer e smartphone, ospitano batteri e virus che possono diffondere infezioni e malattie.

Più microbi che in un bagno pubblico

La scrivania di un ufficio medio è 400 volte più sporca della tavoletta di un gabinetto: lo rivela un’infografica realizzata dalla compagnia britannica Cleaning Service Group, che ha analizzato la quantità di microbi presenti su scrivanie, tastiere e telefoni da ufficio e li ha confrontati con quelli trovati sulla tavoletta di un bagno pubblico. Il mouse del computer ne ospita 1.676 per ogni pollice quadro (pari a circa 6,5 centimetri quadri), mentre la tastiera arriva a ben 3.295. Ma il vero paradiso per i microbi è la cornetta del telefono, su cui sono state contate più di 25 mila unità per pollice quadro, rispetto alle sole 49 presenti sulla tavoletta del bagno. Molti di questi organismi sono innocui: i batteri sono una delle forme di vita più diffuse sul pianeta, si trovano su ogni superficie e veniamo in contatto con loro ogni giorno, ma la maggior parte di essi non rappresenta un pericolo per la nostra salute. La questione è ben diversa, tuttavia, nel caso di virus come l’influenza: l’80% delle infezioni virali si diffonde tramite il contatto con superfici contaminate e non, come spesso si pensa, per via aerea. Secondo uno studio della Arizona University, un solo impiegato ammalato è in grado di contagiare il 50% dei colleghi che lavorano nello stesso ufficio nel giro di sole quattro ore, ma virus come quelli che causano il raffreddore possono sopravvivere sulle tastiere e sui mouse per oltre tre giorni.

 

Come si sporcano gli oggetti da ufficio?

A diffondere virus e batteri sugli oggetti che usiamo ogni giorno è prima di tutto il contatto con le nostre mani. Basti pensare che l’impiegato medio nel corso di una giornata in ufficio viene in contatto con oltre 10 milioni di microbi, che poi finiscono per essere trasferiti su tastiere, telefoni e scrivanie. La colpa è in parte delle cattive abitudini igieniche: il 32% degli impiegati ammette di non lavarsi le mani dopo aver usato il bagno e il 30% di coloro che lo fanno dichiara di usare soltanto l’acqua. Inoltre, nonostante il 60% degli impiegati mangi regolarmente alla propria scrivania, il 20% di essi riferisce di non pulire mai il piano di lavoro, mentre il 75% dichiara di limitarsi a una pulita occasionale in caso di necessità.

Il problema è che tastiere, mouse e telefoni sono ambienti particolarmente fertili per i batteri, come spiega l’autrice di uno studio sulla carica batterica degli oggetti da ufficio condotto dalla University of Queensland: «Ci sono alcune superfici che sorprendentemente presentano meno germi rispetto ad altre. Lo schermo dello smartphone o la cornetta del telefono fisso, la tastiera del computer e il tavolo sul quale si mangia sono più sporchi rispetto alle maniglie delle porte, alle scrivanie e alle sedie»

 

Gli schermi di smartphone e tablet sono i più contaminati

La ricerca condotta presso la University of Queensland ha rivelato che fra tutti gli oggetti con i quali veniamo in contatto in ufficio, nessuno ospita più germi dello schermo di uno smartphone o di un tablet. È facile capire perché: lo portiamo ovunque con noi e lo tocchiamo spesso. Secondo uno studio di Dscout, l’utente medio interagisce con il proprio smartphone 2.617 volte al giorno, ma non sempre lo fa con le mani pulite. Per evitare di creare terreno fertile per virus e batteri, si dovrebbe avere l’abitudine di pulire regolarmente i dispositivi: è sufficiente passare un panno in microfibra umido sullo schermo per rimuovere quasi tutti i batteri più comuni, mentre per eliminare i più resistenti o i virus come quello influenzale è necessario usare un detergente a base di alcol.

 

Acqua e sapone sono sufficienti

Che si tratti della tastiera del computer o dello schermo dello smartphone, il modo più semplice per evitare che si trasformino in un ricettacolo di virus e batteri è quello di lavarsi regolarmente le mani durante la giornata. Meglio però evitare di usare prodotti disinfettanti e gel antibatterici: questi detergenti sono infatti molto meno efficaci di quanto si pensi e secondo una ricerca di Altroconsumo lavarsi le mani con acqua e sapone per 30 secondi produce risultati migliori.

Anche il direttore del Centre for Superbug Solutions dell’università australiana del Queensland, che si occupa di ricerche collegate alla resistenza antibiotica (il fenomeno per cui i batteri diventano resistenti ai farmaci antibiotici a causa di una ripetuta esposizione), consiglia di evitare questo tipo di prodotti disinfettanti: «Acqua e sapone sono ancora i nostri migliori alleati, sono più economici rispetto ai gel in commercio e anche più efficaci».

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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