donna sulla spiaggia

Downshifting: l’arte di lavorare meno per vivere meglio

 

Il downshifting è la scelta di ridurre il proprio carico lavorativo per avere più tempo da dedicare a se stessi e vivere una vita meno frenetica e più appagante.

Lavorare per vivere, non vivere per lavorare

Il termine downshifting (letteralmente ‘scalare marcia’) viene usato nel mondo anglosassone per descrivere la scelta di ridurre il tempo e l’impegno dedicati al lavoro in modo da disporre di una maggiore quantità di tempo libero da dedicare alla famiglia, agli amici e alle proprie passioni. Il downshifting è in netto contrasto con la sempre più diffusa tendenza a inseguire uno stile di vita iper-consumistico, in cui il successo e il benessere si misurano in termini di soldi e di beni materiali. I downshifter pensano infatti che la risorsa più preziosa che abbiamo a disposizione non siano i soldi, ma il tempo e per questo scelgono di investirlo in ciò che realmente conta, cioè la propria realizzazione personale e le relazioni sociali con amici e familiari. Questo stile di vita ha fatto la sua comparsa nella cultura mainstream sul finire degli anni ’90 e ha conquistato nel tempo sempre più seguaci, grazie anche alla pubblicazione del libro Downshifting: How to Work Less and Enjoy Life More di John D. Drake e di iniziative come la International Downshifting Week. La maggior parte dei downshifter sono liberi professionisti, una delle categorie in assoluto più esposte al rischio di superlavoro e più soggette alla sindrome da burnout, ma fra i simpatizzanti del movimento si contano anche manager, imprenditori e impiegati che desiderano raggiungere un miglior equilibrio fra lavoro e vita privata.

 

Il downshifting e la semplicità volontaria

Sebbene in Italia il fenomeno non abbia ancora raggiunto la popolarità di cui gode negli Stati Uniti, in Australia o in Russia, il downshifting sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese, come testimonia il successo del libro Ufficio di scollocamento, una proposta per ricominciare a vivere bene, di Paolo Ermani e Simone Perotti, e del portale Ufficiodiscollocamento.it, a esso collegato. Il sito organizza corsi e incontri per aiutare le persone ad avvicinarsi a questo nuovo stile di vita e offre idee, spunti e uno spazio di discussione a quanti siano interessati al downshifting o, più in generale, al tema della semplicità volontaria. Il neologismo ‘semplicità volontaria’ è il termine usato in Italia sia per descrivere le pratiche di autoriduzione consapevole del carico di lavoro, sia per indicare la tendenza a ridurre volontariamente i consumi per consentire di mantenersi con un reddito inferiore. Questo implica, per la maggior parte delle persone, rivedere le proprie abitudini e cominciare a vivere in maniera più consapevole, anche dal punto di vista ecologico, evitando i consumi superflui e lo shopping inutile, ma anche imparando a rallentare il passo per apprezzare e assaporare ciò che ci circonda, in cerca di una felicità più autentica di quella offerta dal materialismo.

 

Cominciare dalle piccole cose

Per Tracey West, ideatrice della International Downshifting Week, il primo passo è esaminare il proprio budget di tempo insieme a quello economico, per scoprire come investiamo le nostre giornate e quali sono invece le nostre reali necessità, nell’ottica di una riduzione degli impegni lavorativi. Ridurre il carico di lavoro può significare passare a un impiego part-time, ma può anche voler dire ripensare completamente la propria carriera e scegliere di passare a un’attività che ci consenta di guadagnare quanto basta a soddisfare i nostri bisogni, lasciandoci però più tempo libero a disposizione. Tuttavia, lavorare meno significa anche guadagnare meno e quindi nella maggior parte dei casi il downshifting si associa anche a una riduzione dei consumi. Questo non significa però che si debba bandire qualsiasi comfort e rinunciare a tutto ciò che non è strettamente necessario. Al contrario, la cosa migliore è cominciare a intervenire gradualmente sui piccoli gesti quotidiani per cambiare poco a poco le proprie abitudini: evitando gli sprechi, facendo acquisti intelligenti e imparando ad arrangiarsi, sfruttando al massimo ciò che si ha.

Sul sito della International Downshifting Week, Tracey West propone un decalogo di suggerimenti per i neofiti che vogliono avvicinarsi al downshifting e riscoprire il valore del proprio tempo:

 

  1. Prenditi mezza giornata di ferie e trascorrila con una persona cara
  2. Cucina un pasto usando solo ingredienti di stagione e di provenienza locale
  3. Dona qualcosa che non usi a un ente caritatevole
  4. Realizza con le tue mani un biglietto di auguri in occasione del prossimo compleanno
  5. Elimina tre spese superflue dalla tua lista degli acquisti
  6. Coltiva da solo qualcosa che puoi mangiare (erbe aromatiche, pomodori, ecc.)
  7. Serviti, se possibile, di professionisti e artigiani locali
  8. Per una sera, spegni la televisione e dedicati a un gioco di società in compagnia dei tuoi cari
  9. Taglia una carta credito o elimina un abbonamento superfluo (riviste, servizi streaming, ecc.)
  10. Dedica un’ora del tuo tempo al volontariato

 

 

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Giulia Bertani

Giulia Bertani è Assistente Marketing presso Segretaria24.it. In questo blog si occupa di temi di interesse per liberi professionisti e imprenditori che desiderano migliorare la propria produttività e ampliare il proprio portfolio clienti.

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